La tua giornata tipo durante la prima settimana a Kuopio, in 10 comodi punti

Giusto per non prendersi troppo sul serio.

1)   Ti sveglierai ogni giorno come se fossero le 4 di mattina. E invece sono le 8 e tu sei davvero in ritardo per la lezione.

2)   Il che non é un vero problema dal momento che l´avranno cancellata senza avvertirti, poiché non sei nella mailing list.

3)   Questo vuol dire che aspetterai comunque almeno un quarto d´ora l´autobus alla fermata. Ma non arriverá.

4)   E mentre aspetti al freddo al gelo pensi che in fondo non é cosí freddo. Dopo trenta secondi cambi idea. Anche perché I tuoi occhiali si sono ghiacciati.

5)   Finalmente arriva l´autobus che deraglia pericolosamente vicino ai tuoi piedi. Per gli autisti sembra di vitale importanza sfregare le gomme il piú possibile contro il marciapiede per venirti incontro. Sono alquanto sicura che se spostasti la fermata davanti alla tua porta di casa, butterebbero giú un muro per essere sicuri di farti salire comodamente.

6)   Arrivi all’universitá e corri in aula. MA. In realtá vorresti correre in aula, ma quale é la tua aula? Dal tuo orario risulta che la tua aula é la ABC 123fantecavalloerediviso2 la cui porta si aprirá solo se ci passi davanti andando a zoppa galletto

7)      É inutile che chiedi a quell finlandese alquanto bruttino. NON LO SANNO NEMMENO LORO.

8)   Ti metti a ridere. In realtá sei in pace con il mondo. Ci hai provato, non é andata. Riproverai nel pomeriggio. Nel frattempo ti rechi nell´unico posto in cui sai di essere bene accolto: la stanza piena di pouff e playstation. Mica male, eh?

9)      Sono le dieci e mezza, e hai un languorino. Hai saltato la colazione per correre alla fermata. Vai in cafeteria a pranzare. Esatto. Alle dieci e mezza. E sí che la mangiano la renna. E paghi un menú completo 1,40€. Dillo che ti senti una persona fortunata.

10)   La Finlandia non si riesce a capire bene. Nemmeno i Finlandesi la capiscono. Come ogni bel quadro va solo interpretata e decifrata con la giusta misura di rispetto, contemplazione reverenziale e una forte dose di autoironia. Giuro, si ride un sacco.

Noemi

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